Lotta all'odio e all'intolleranza sul Web

No hate Italia

Il Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale è l’amministrazione incaricata a rappresentare l’Italia presso gli organi statutari del Dipartimento della gioventù – Direzione della cittadinanza democratica e della partecipazione del Consiglio d’Europa (Youth Department - Directorate of Democratic Citizenship and Participation). Questi organismi riuniscono i rappresentanti delle amministrazioni statali competenti per le politiche della gioventù e delle organizzazioni giovanili dei quarantanove Paesi firmatari della Convenzione europea della cultura; i rappresentanti del Dipartimento hanno partecipato e partecipano periodicamente alle riunioni del Comitato europeo dei direttori della gioventù (European Steering Committee for Youth – CDEJ) e del Consiglio congiunto della gioventù (Joint Council on Youth – JC).

A margine di questa proficua e costante partecipazione al lavori del CoE, in data 9 Gennaio è pervenuta una formale richiesta di adesione dell’Italia al progetto “I giovani combattono l’istigazione on line all’odio” (Young Pepole Combating Hate Speech Online) attraverso il coinvolgimento del Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale, mediante l’istituzione di un organismo operativo finalizzato alla realizzazione  ed al coordinamento di una campagna nazionale in tema di lotta all’intolleranza sul web mirata a giovani di età compresa tra i 14 ed i 35 anni. Tale progetto è stato presentato dal CoE con un evento che si è svolto il 21 marzo 2013.

Come è noto anche in Italia stanno crescendo pericolosamente fenomeni di odio e di intolleranza verso il “diverso” diffusi, principalmente, tra i giovani e una particolare recrudescenza di tali fenomeni si registra sul web, strumento di comunicazione altamente virale, che sembra garantire agli autori di questi reati una maggiore impunità. Episodi di intolleranza ed espressioni violente verso il diverso manifestati on line, che riguardano differenze religiose, di genere, culturali, ma anche episodi di bullismo e di emarginazione tout court, sono denunciati in un Rapporto presentato da un gruppo di associazioni italiane alle Nazioni Unite e sono supportati dai dati del Dipartimento delle Pari Opportunità - UNAR che vanno nella stessa direzione.

Per questo motivo in data 10 Aprile 2013 è stato costituito dal nostro Dipartimento il Tavolo Tecnico di coordinamento delle iniziative tese alla sensibilizzazione dei giovani in materia di lotta all’odio, all’intolleranza e alla violenza on line con il fine di condividere le esperienze realizzate dalle Istituzioni coinvolte e, soprattutto, quello di individuare obiettivi comuni in base ai quali programmare le azioni future. Infatti, seguendo le indicazioni del Consiglio d’Europa, si è ritenuto fondamentale collaborare per realizzare una campagna di comunicazione nazionale condivisa, on line ed off line, coinvolgere giovani su questa tematica, renderli attivi nella ricerca e la segnalazione dei siti, blog, pagine di social network che propagandano messaggi di intolleranza, di odio, di bullismo e, conseguentemente, che incitano alla violenza.


Documentazione utile:
  • Dobbiamo sapere che ...
    Tipo file: PDF | Dimensione: 321 KBytes
    Trascrizione file Dobbiamo sapere che ...

    Le parole ed i discorsi di odio devono essere combattuti non solo quando sono espliciti, ma soprattutto alle radici, cioè a livello di atteggiamenti, che, se incontestati, si alimentano all’interno della società, rafforzano gli stereotipi e possono condurre, in alcuni casi, alla violenza fisica.

    L’incitamento all'odio è quasi sempre il risultato di atteggiamenti razzisti o discriminatori, anzi è quasi sempre discriminatorio in sé.

    Abbiamo esempi nelle storia di violazioni di massa dei diritti umani, quali i genocidi e le
    persecuzioni nei confronti di popoli di diversa origine etnica, che sono stati sempre preceduti o accompagnati da discorsi di odio.

    Gli stereotipi sono credenze o pensieri condivisi, generalizzazioni su particolari gruppi che possono essere positivi, negativi o neutri. Se positivi possono portare vantaggio a coloro i quali sono diretti; gli stereotipi diventano dannosi quando vengono applicati rigidamente agli individui e sono usati come strumento per trattamenti discriminatori.

    Quando uno stereotipo contiene una valutazione o un giudizio, siamo di fronte al pregiudizio. Molti stereotipi che sembrano essere neutrali in realtà contengono un elemento di giudizio. Per comprendere meglio la diversa sfumatura tra i due termini, si può ricorrere al seguente esempio: “Le donne non sono particolarmente abili nei videogiochi”. Immediatamente tale proposizione sembra essere un dato di fatto, ma in effetti si sta dando un giudizio sulla capacità tecnica delle donne.

    Anche quando stereotipi o pregiudizi sembrano positivi, hanno quasi sempre un aspetto
    negativo . Ad esempio, la dichiarazione “Gli australiani sono il popolo più generoso del
    mondo” è un giudizio positivo per gli australiani, ma contiene un giudizio negativo rispetto agli altri popoli che risultano meno generosi.

    Quando uno stereotipo o pregiudizio si basa sul colore della pelle o l'origine nazionale o etnica, facilmente si può scivolare nel razzismo. Il razzismo è un'ideologia che provoca un comportamento discriminatorio o offensivo nei confronti di persone a causa della loro
    immaginata " inferiorità " Purtroppo, infatti, razza, nell’uso più comune del termine, è
    considerata una classificazione sociale , non biologica.

    Comportamenti ed atteggiamenti negativi neiconfronti di un determinato gruppo di persone, tali che quelle persone non siano messe in grado di godere dei loro diritti umani , costituiscono una discriminazione. Pertanto, la discriminazione è di per sé una violazione dei diritti umani e può essere il risultato sia di atteggiamenti razzisti , o di altri pregiudizi, anche se non di natura razziale, ma altrettanto negativi nelle loro conseguenze sia per le vittime dirette che per la società nel suo complesso.

    La discriminazione è l'opposto di uguaglianza. Secondo la Convenzione sui diritti umani, le persone sono uguali nei diritti. Quando i diritti di qualcuno sono compromessi si ha
    discriminazione.

    La discriminazione è spesso razzista, in quanto si rivolge, attraverso parole di odio, verso chi è diverso per nazionalità ed origine etnica. In questi casi ci troviamo di fronte ad entrambe le forme: discriminazione e razzismo.

  • No hate speech - Infografica
    Tipo file: PDF | Dimensione: 188 KBytes
    Trascrizione file No hate speech - Infografica

    • Gli stereotipi sono generalizzazioni su gruppi di persone che possono o non possono contenere giudizi.
    • Un pregiudizio è una generalizzazione che contiene un giudizio, di solito negativo, su altre persone o gruppi sociali.
    • Il razzismo è un pregiudizio basato sul concetto di 'razza' o di origine etnica o di qualsiasi altra caratteristica connessa, che spesso conduce a trattare ingiustamente individui e gruppi.
    • La discriminazione è il trattamento ingiusto derivante da qualsiasi pregiudizio negativo.
    • Discorsi e parole di odio nei riguardi di un individuo o di un gruppo spesso basate su pregiudizi, diffondono, incitano e giustificano l’odio razziale e l'intolleranza.
    • Crimine d’odio: è un atto illecito contro un gruppo o un individuo sulla base di un pregiudizio sulla loro identità percepita negativamente.

  • la strada giusta - Infografica
    Tipo file: PDF | Dimensione: 629 KBytes
    Trascrizione file la strada giusta - Infografica

    E' importante scegliere la strada giusta e riflettere sulla destinazione!

    AMORE:

    rispetto, tolleranza, integrazione, inclusione, progresso, uguaglianza, amicizia, attenzione, disponibilità, solidarietà, fratellanza, considerazione, civilizzazione, comprensione, flessibilità, sostegno, partecipazione, armonia.

     

    ODIO:

    intolleranza, discriminazione, disuguaglianza, razzismo, pregiudizio, preclusione, avversione, insofferenza, arretratezza, inimicizia, regressione, ostilità, livore, incomprensione, disarmonia, inflessibilità, discordia, inclemenza.